Domenica 7 luglio 2013 " l'oasi svelata "

Monticello: visita a Villa Albertini che ospita 250 esemplari di 'volatili' da tutto il mondo  

 

Il Centro Monticello

Una vera e propria oasi faunistica, situata nel verde del parco della suggestiva "Villa Albertini Quintavalle". Lo scorso weekend i cancelli della tenuta ottocentesca, sita in località Prebone, si sono aperti al pubblico per permettere agli interessati di visitare il Centro di Riproduzione e Conservazione "Monticello", struttura privata popolata da più di 60 differenti specie di uccelli, molte delle quali rare e a rischio estinzione, per un totale di oltre 250 esemplari, provenienti da tutto il mondo.
Un gruppo di visitatori nella mattinata di domenica 7 giugno ed un altro nel pomeriggio, per non disturbare o spaventare gli animali, si è cimentato in un percorso guidato attraverso le numerose voliere, la nursery, gli habitat seminaturali e lo stagno del Centro. L'opportunità di conoscere quest'oasi "svelata" è stata fornita ai cittadini dall'amministrazione comunale di Monticello in collaborazione con il dottor Enrico Albertini, proprietario della tenuta e direttore del Centro, da lui fondato verso la fine degli anni ‘70. Sabato invece, spazio ad una visita di carattere istituzionale alla presenza del sindaco Luca Rigamonti e di alcuni membri del consiglio comunale.
"Fin da bambino ho sempre avuto una passione per i volatili in generale, in particolare per i rapaci notturni (vale a dire gufi, barbagianni, allocchi e civette). Ormai da decenni il Centro si è sviluppato come struttura privata specializzata nello studio e nell'allevamento di uccelli, prevalentemente di specie in via di estinzione" ha spiegato Albertini, nel corso della visita organizzata nel pomeriggio di sabato e riservata ad amministratori, famigliari e collaboratori."Da sempre il Centro è chiuso al pubblico. Speriamo di riuscire, a partire da ora, a rendere possibili visite come queste. Ci tengo a ringraziare alcune persone, per il loro sostegno: Angelo, Paolo, Alberto, il Museo di Lentate sul Seveso e l'architetto Valli. E poi mia moglie, che è sempre stata accondiscendente verso questa mia passione". 

 


Ha poi preso la parola il sindaco Luca Rigamonti. "A nome dei presenti e di tutta la cittadinanza ringrazio il dottor Albertini per averci accordato la possibilità di visitare il Centro. Passando dalla strada, tante volte abbiamo visto questa tenuta, oggi sveliamo l'oasi che vi è all'interno. La risposta del pubblico è stata molto calorosa: tutti i posti messi a disposizione per la visita di domenica sono stati prenotati con anticipo. Far conoscere le differenti varietà di uccelli qui ospitate e sensibilizzare la popolazione sui temi della salvaguardia dell'ambiente e delle specie a rischio è molto importante anche dal punto di vista didattico. Per questo, ci stiamo muovendo per coinvolgere le scuole del territorio in nuovi progetti in collaborazione con il Centro" ha dichiarato il primo cittadino. 

I partecipanti alla visita istituzionale al Centro Monticello. Primo a sinistra Enrico Albertini
Al centro il sindaco Luca Rigamonti


Spazio, dunque, alla visita del parco, che ospita numerose specie di anseriformi (anatre, cigni e oche), strigiformi (gufi, barbagianni, assioli, allocchi e civette), caradriformi (uccelli di mare). E poi: tra i ciconiformi alcuni esemplari d Cicogna Nera, tra gli accipitriformi coppie di Gipeto e di Aquila di mare di Steller, tra i falconiformi il Falco cucolo, tra i gruiformi Gru e Gru della Manciuria, tra i passeriformi, infine, la Taccola ed il Corvo imperiale collo bianco. 


La provenienza degli animali è varia: sono giunti a Monticello per lo più tramite acquisti e scambi con altri allevatori, enti pubblici e privati nazionali ed internazionali. Ma non mancano volatili feriti o malati donati ad Albertini da centri specializzati nella cura degli uccelli, consapevoli della pluridecennale esperienza e competenza dell'uomo nel settore. 


Moltissime specie, nel Centro, si sono riprodotte: fatto non scontato per gli animali in cattività. In particolare, tre rarissime varietà di rapaci notturni hanno figliato, qui, per la prima volta al mondo in un ambiente controllato: il Gufo di palude africano, il Gufo maculato delle foreste ed il Gufo pescatore di Pel. A livello italiano, il Centro può invece vantare la prima riproduzione in cattività di nove specie di anseriformi nordici.

 
La struttura, nella sua storia più recente, ha anche preso parte ad alcuni progetti di conservazione nazionali ed internazionali. Ad esempio, dal 2009 ha partecipato, fornendo ben 14 giovani nati nel Centro ma in grado di sopravvivere in natura, ad un progetto di reintroduzione dell'Allocco Degli Urali nelle Alpi Svizzere.

 

 Il rilascio sperimentale di esemplari nati in cattività è stato possibile anche, nel parco del Ticino, per alcune Cicogne nere allevate a Monticello. Ora il Centro sta lavorando per la reintroduzione del raro Gipeto, o avvoltoio degli agnelli, sull'arco alpino. La struttura è stata il primo Centro italiano ad ospitare una coppia di questo volatile in cattività; gli animali, però, per il momento non si sono ancora riprodotti. 


Insomma, il Centro "Monticello" è a tutti gli effetti una realtà di primissimo piano nel settore a livello internazionale. La struttura, visto anche il successo di pubblico dell' iniziativa dello scorso week end, si prepara nuovamente ad aprire le sue porte nei prossimi mesi, con nuovi istruttivi progetti.